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Paolo


Storia di un sub


Una storia tra abissi marini e vette montane: come passare dalle gare di sci alle profondità abitate da polpi e nudibranchi……

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Paolo


…. e la storia è appena iniziata

Le Dolomiti altro non erano che il fondo del Mare

Le origini

 

Perché sono qui? Cosa ci faccio? Perché indosso una muta e porto in spalla una bombola?

Belle domande.

Sono di origini veneziane anche se ho sempre vissuto in terraferma, a sedici anni non mi hanno preso il motorino ma mi hanno dato la “patanella” per poter girare per la laguna in lungo e in largo. Appena presa la patente però ho abbandonato le acque e mi sono dedicato alla mia adorata montagna.

In tutte le stagioni, appena avevo un po’ di tempo partivo e andavo a camminare e a sciare in pista e fuori pista e a fotografare i colori dell’autunno e dell’inverno e a correre per i passi innevati.

Amo così tanto la montagna da essermi trasferito in Cadore per lavoro e per godere tutto l’anno della sua aria; ogni pomeriggio finito il lavoro era una passeggiata sui monti dietro casa, una corsa in mountain bike verso i rifugi della zona, una corsa in mezzo la neve per allenarsi alla gara di sci del fine settimana; in tutto questo si trova coinvolta la mia compagna Erica che deve imparare a indossare scarponi e a fare ferrate e a camminare con le ciaspole e ad aspettarmi a casa mentre sono in giro per le mie gare domenicali.

Ma il percorso della vita prima mi ha costretto ad abbandonare lo sci agonistico e poi mi ha richiamato per lavoro in pianura.

 

La Pianura

 

Pianura. Vita troppo sedentaria. Non trovo gli stimoli per andare a correre in bicicletta ma il mio fisico richiama il movimento. Cosi mi riprendo il nuoto, un’attività che mi piaceva negli anni che andavo via in barca e che trovo anche rilassante.

Così con Erica ci iscriviamo alla “Polisportiva Terraglio”. Una sera mentre ci prepariamo per la nuotata si presentano degli strani tipi che mi chiedono se voglio fare una prova di sub, al mio rifiuto perché il mare non mi piace la Erica mi rimprovera: “cosa ti costa provare, alla peggio non ti piace”. Va bene, accetto cosa sarà mai.

Aiutato dagli istruttori del Sub Donaggio indosso il gav, metto la maschera e provo gli erogatori e via sott’acqua…. cosa? si respira… simpatico…. avanti e indietro per la piscina… come? è già finita la prova? ma io non voglio uscire!

E così folgorato dalla prova mi iscrivo al corso di primo grado.

 

Il Corso

Mi presentano i miei istruttori Giancarlo Danilo Piero e Diego e i miei compagni di corso, la Raffaella e Gabriele sono già brevettati con una didattica commerciale ma vogliono acquisire sicurezza, Arnoldo vuole imparare per immergersi nella barriera corallina australiana ed ha un passato da apneista, Piero a guardarlo mangia sport a colazione. E io, che ci faccio qui? il mio sogno era fare un corso di roccia… ah si la prova in piscina è stata divertente.

Il corso inizia e tra teoria e pratica inizio a capire che cosa sia la subacquea.la piscina diventa il mio ambiente.

E’ giunto il momento di acquistare la muta, insieme Giancarlo entro per la prima volta in un negozio dedicato esclusivamente alla subacquea, il profumo di neoprene mi accoglie e mi ricorda il profumo della sciolina e le sere passate a preparare gli sci per le gare.

Provo le mute… ma come, tutta questa fatica, non scivola niente e fa caldo e rimpiango le tutine da discesa…. e mi domando perché sto facendo tutto questo sforzo solo per acquisire un brevetto che resterà chiuso in un cassetto.

Baita al Lago: le prove in acque libere; è il mio turno. Osservo in giro e non è proprio come la piscina, il fido Giancarlo mi accompagna, capisco poco, resto perplesso non so se mi sono divertito, comunque ormai è finita, mancano solo le uscite in mare che sono state programmate a Kostrena. 

Le acque libere

 

Siamo giunti all’atto finale, le prove in mare; le giornate sono stupende e la compagnia è ottima ,l’aria è allegra e il Club avrà cinque nuovi primi grado. Ci prepariamo, indosso la muta che mi inebria col suo profumo di neoprene e via in acqua. Oggi scendo con Piero che pian pianino mi accompagna ad una profondità sempre maggiore ma sempre a contatto visivo con il fondo e mi mostra le stelle marine e le donzelle e scopro il mondo colorato delle creature del mare. Arriviamo sul bordo della parete che precipita fino a 30 metri. In montagna ho sempre dovuto affacciarmi agli strapiombi con calma per prendere coscienza del vuoto e così faccio anche sott’acqua; cauto mi affaccio e…. come nessun effetto? e il vuoto? Volo a un metro dalla parete guardo in alto guardo in basso… accidenti sto arrampicando su una parete sottomarina e osservo dentro tutte le fessure coperte da parazoanthus e abitate da gamberi con gli occhi blu, accidenti non ho neanche una macchina fotografica immortalare questi ricordi. E’ giunta l’ora di riemergere; la sosta di sicurezza la facciamo giocando con i pesci che sono più confidenti degli animali terrestri, ti vengono a mangiare in mano!

Con queste emozioni divento un subacqueo di primo grado. E ora quando andrò in acqua la prossima volta? Non presto, un’otite mi blocca per un mese ma nessun problema ci sono sempre le mie adorate Dolomiti che mi accolgono. 

Il Mare

 

Tornerò in acqua? Il dubbio me lo toglie Piero che mi chiama e mi avvisa di prepararmi che si va sull’Evdokia II. Tutti a bordo del Brigantino, sei miglia dalla costa, onda di un metro, il mal di mare mi assale e a stento resisto all’immagine di Piero e Giancarlo che mangiano. E’ il momento di immergerci, il mio primo passo del gigante in mare ad una distanza dalla costa mai immaginata; mi avvicino alla sponda riepilogo tutto quanto i miei istruttori mi hanno insegnato, allungo il piede destro e… un’onda solleva la barca! perdo l’equilibrio e cado di muso in mare: entrata da manuale! ma sono in acqua e inizia l’immersione; nonostante la nausea inizio a godermi il momento e una volta tornato a bordo nonostante regali ai pesci anche la cena della sera prima sono contento, una strana euforia sta nascendo in me l’acqua ormai mi ha catturato.

Si rientra a casa e già si programma la vacanza in Argentario insieme alla Raffaella, Gabriele, Arnoldo con il supporto delle non subacquee Alessandra ed Erica dove affronterò le mie prime immersioni senza la presenza dei nostri istruttori ma finalmente accompagnato da una piccola macchina fotografica subacquea per portare a casa qualche documento della natura osservata in mare.

La Passione

 

Le immersioni successive sono un crescente di esperienza e di emozione: quasi tutti i fine settimana si trova una scusa per andare in acqua, un relitto, una tegnua, una gita in Croazia, un risciacquo dell’attrezzatura in acqua dolce del laghetto di Godego.

Senza accorgermi raggiungo una capacità e un numero di immersioni che mi permette di accedere al corso di secondo grado in modo da ampliare gli orizzonti sottomarini che posso visitare.

Nel frattempo la Erica, colpevole di questa mia nuova passione, dopo aver preso il brevetto di apneista decide di darsi alla bombole e consegue il brevetto di primo grado.

Anche lei può ammirare le bellezze del mare e per poter fare le immersioni insieme mi ritrovo con il brevetto di terzo grado.

Questo è il racconto di come dal sogno di arrampicare mi sono trovato ad osservare e frequentare gli ambienti sottomarini, di come osservando la mia attrezzatura da sub guardo fuori dalla finestra e penso quale sarà la prossima parete che andrò a vedere dove sarà il prossimo luogo di immersione e che finalmente le giornate si stanno allungando così finito il lavoro si può andare a Castelfranco a bagnarsi un po’ tanto fa scuro tardi.

Paolo Vianello