![]() |
WWW.SUBDONAGGIO.IT |
|||
|
CORSI SUB CORSI APNEA ESCURSIONI cell 3389716112
Le nostre istruttrici
Calimero barca ufficiale del club NUOTOSUBDONAGGIO |
Storie da sub Articolo inserito 28/03/2009 Il segreto dell' EVDOKIA II Finalmente siamo tornati a vedere il segreto dell'Evdokia, la giornata si presentava favorevole anche se il cielo era leggermente nuvoloso. La navigazione, come al solito, si è svolta in allegria e perfetta organizzazione. Il mio compagno d' immersione Daniele Scarpa, doveva provare la sua nuova muta e si sa che in queste occasioni anche un sub esperto alza il livello d'attenzione. Arrivati in prossimità del relitto, la velatura nuvolosa era sparita e finalmente il sole splendeva regalandoci, così pensavamo, una tranquilla e facile immersione, ma .... Si poteva notare dalla poppa, guardando la cima legata al pedagno, una insolita corrente.
Nessuno poteva immaginare la forza reale di questa corrente; dopo due tentativi per raggiungere a nuoto la cima obliqua che scendeva dalla poppa, non ci è restato che chiedere l'aiuto del buon Massimiliano che, munito solo di pinne e muta umida, è riuscito in una risalita da uomo-salmone, a legare una cima d'aiuto. Io e il mio compagno, raggiunto il pedagno, ci siamo guardati negli occhi: non servivano parole, ripreso fiato, giù! Le varie stratificazioni termiche formavano un gioco ottico surreale! Finalmente abbiamo tastato qualcosa di metallico: era il nostro relitto! Visibilità quasi nulla, staccare le mani e non trovare più la cima fu un attimo. In quei momenti non sai come, ma sai che devi ritrovarla! Un po' per abilità, un po' per fortuna, un po' perché dovevamo proprio ritrovarla, ci siamo riusciti! Salutando una castagnola, perplessa per la nostra presenza in quelle condizioni, abbiamo dovuto rinunciare alla "visita" del segreto dell' Evdokia e ritornare in superficie. Ritornati a bordo, questa volta cullati dalla poderosa corrente, abbiamo valutato che una buona preparazione può' risolve delle situazioni difficili, sorridendo al pensiero che la nuova muta fosse passata in secondo piano, anzi dimenticata! Di Daniele Rebuffi
Articolo inserito 28/03/2009 A SPASSO SENZA GAV.
E’ nato tutto con un disguido di quelli che capitano ai viaggiatori di oggi: arrivi sul posto della tua vacanza, ma i tuoi bagagli non arrivano con te. E’ vero, hai l’erogatore e il computer subacqueo nel tuo bagaglio a mano, ma il GAV e la muta???
Per fortuna siamo qui, al Sampaguita Resort a Cebu nelle Filippine dall’amico Sergio Forti. E allora, anche se lui è in questi giorni all’EUDI a Roma, ci ritroviamo al diving a cercare muta, pinne e GAV. E’ allora che penso: ‘ma perché questa volta non faccio come Sergio e torno ad immergermi solo con lo schienalino come quando ho preso il brevetto nel lontano 1979?’ Lo schienalino di Sergio è lì, libero e ne approfitto!
Già durante la prima immersione sento come è bello lasciarsi andare alla lieve corrente sulla lunga parete di corallo tra Moalboal e Panagsama. E’ una nuova sensazione, o forse è una maniera diversa di immergersi? No, è solo l’approccio che è diverso. Qui, nel regno della macro, dove ho già fatto decine e decine di immersioni per cercare e scoprire, mi ritrovo a sentirmi, ad ascoltarmi. E’ forse perché sono senza il GAV? Beh, essere privo di questo strumento, che sicuramente facilita l’immersione dei sub di adesso ti fa riscoprire vecchie regole. La pesata, l’importanza di avere mezzo chilo in più o in meno e non l’uso ormai comune di quel chilo in più ‘tanto poi lo compensi con il GAV’.
Poi, la bellezza di calibrare la respirazione per giocare con la tua compagna, lei con il GAV, a mantenere lo stesso assetto costante. Il sentire che sei ancora padrone del tuo corpo in acqua, nonostante la pigrizia cui ti ha ‘costretto’ il GAV in tutti questi anni di immersioni. E infine, scoprire, quando sei a galla e cerchi di toglierti le pinne per risalire in barca, che in quel momento avere il GAV sarebbe stato proprio comodo…
Di Maurizio Olfi
|
|
|